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Definizione delle aziende produttrici di cemento, calce e gesso

12/02/2010

INTERROGAZIONE SCRITTA di Alfredo Antoniozzi (PPE) , Potito Salatto (PPE) , Roberta Angelilli (PPE) e Vito Bonsignore (PPE) alla Commissione

Le industrie ceramiche utilizzano calchi in gesso per lo stampaggio dei loro prodotti. Secondo la normativa europea tali calchi possono essere, una volta usurati, portati presso le aziende autorizzate al trattamento di rifiuti e reinseriti, previa separazione dei ferri di armatura e dei tubi in plastica, sotto forma di «materia prima secondaria» nel ciclo produttivo di cementifici e di aziende di produzione di manufatti in gesso per l’edilizia (punti 7.12 e 7.13 DM 186/06).

Nella definizione di cementificio a livello europeo sono incluse le aziende di produzione di cemento, calce e gesso, invece nella lingua italiana abbiamo rispettivamente il cementificio, il calcificio e il gessificio. La poca chiarezza riguardo questa definizione crea numerosi problemi all’applicazione della normativa comunitaria in Italia. Tali calchi usurati potrebbero, in considerazione della semplicità di tale processo, essere sottoposti al trattamento di separazione dalle stesse aziende che li producono e li usano ed essere trattati successivamente come «sottoprodotti». Questi «sottoprodotti» sarebbero poi venduti e consegnati ai cementifici e alle aziende di manufatti in gesso. Tale soluzione eviterebbe le operazioni di movimentazione, trasporto e concentrazione presso aziende terze autorizzate, che farebbero lo stesso lavoro e che ricondurrebbero poi i calchi trattati allo stesso destinatario utilizzatore. Questa poca chiarezza fa si che i calchi di gesso finiscono in discarica andando ad aumentare il volume di rifiuti da smaltire, problema particolarmente grave in alcune regioni del centro Italia tra cui il Lazio.

Alla luce di queste evidenze può la Commissione chiarire se questi calchi, una volta trattati, possano definirsi «sottoprodotti» del ciclo produttivo di ciascuna azienda ceramica e quali aziende sono effettivamente incluse, al fine di sapere in quali cicli produttivi possono essere reinseriti?

Al fine di formalizzare i concetti sopra esposti, si ritiene opportuno definire più chiaramente la Direttiva 2008/98/CE(1) del 19.11.2008 o quantomeno specificare se le attività di separazione e triturazione dei calchi stessi, che consentono la preparazione del prodotto da avviare ai cementifici, preveda l’uscita del materiale dalla normativa rifiuti al momento dell’ottenimento di un prodotto adatto ad essere inviato ai cementifici. Così com’è scritta, la norma sembra invece indicare che il ciclo del recupero si esaurisce solo al cementificio, il quale dunque dovrebbe essere autorizzato per la gestione del rifiuto.