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Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane

02/09/2008

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

presentata a seguito delle interrogazioni orali B6‑0166/2008 e B6‑0167/2008
a norma dell'articolo 108, paragrafo 5, del regolamento


da Charles Tannock, Jana Hybášková, Patrick Gaubert, Vito Bonsignore


a nome del gruppo PPE-DE


sulla situazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane


Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Medio Oriente,

–  vista la dichiarazione resa dal Commissario Ferrero Waldner davanti al Parlamento europeo il 9 luglio 2008 sulle condizioni dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane,

–  visti l'accordo di associazione UE–Israele e i risultati dell'ottava riunione del Consiglio di associazione UE-Israele, tenutasi il 16 giugno 2008,

–  viste la relazione elaborata dalla sua delegazione ad hoc in visita in Israele e nei Territori palestinesi (30 maggio-2 giugno 2008) e le relative conclusioni,

–  vista la relazione annuale 2007 del Comitato internazionale della Croce Rossa, e più in particolare la sezione relativa ai Territori palestinesi occupati,

–  viste le relazioni pubblicate nel 2006, 2007 e 2008 dalla Commissione pubblica contro la tortura in Israele, con il contributo finanziario della Commissione europea e di vari Stati membri,

–  viste le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite sul conflitto in Medio Oriente,

–  visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che negli ultimi anni Israele ha subito molti attacchi terroristici mortali contro la propria popolazione civile,

B.  considerando che le autorità israeliane hanno adottato una serie di misure per prevenire le azioni terroristiche, compreso l'arresto di militanti palestinesi sospetti, ma che la lotta contro il terrorismo non giustifica comunque abusi sui prigionieri,

C.  considerando che attualmente circa 10.000 palestinesi, compresi più di 300 ragazzi fra i 16 e i 18 anni, sono rinchiusi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani e che la maggior parte di questi detenuti sono stati arrestati nei Territori palestinesi occupati,

D.  considerando che il 25 agosto il governo israeliano ha liberato 198 palestinesi come gesto di buona volontà volto a creare fiducia reciproca,

E.  considerando che fra le due parti sono in corso ulteriori trattative per raggiungere un accordo più completo sullo status degli altri prigionieri,

F.  considerando che circa il 50% dei terroristi liberati per varie ragioni hanno imboccato nuovamente la strada del terrorismo, come autori materiali, ideatori o complici di attentati, che almeno 30 degli attentati terroristici perpetrati dal 2000 sono stati commessi da terroristi liberati a seguito di accordi con organizzazioni terroristiche e che le persone rilasciate nel quadro di detti accordi hanno ucciso 35 cittadini israeliani,

G.  considerando i recenti passi compiuti dal governo di Israele e da quello del Libano per scambiare prigionieri con le salme di soldati israeliani,

H.  considerando che circa un migliaio di prigionieri sono detenuti in Israele in base a "ordini di detenzione amministrativa", con la possibilità di fare ricorso, ma senza capi d'accusa e senza processo e senza godere del diritto alla difesa, e considerando altresì che tali "ordini di detenzione amministrativa" possono essere rinnovati per anni, e in taluni casi lo sono,

I.  considerando, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia (UNCRC), di cui Israele è parte firmataria, per bambini si intendono gli esseri umani di età inferiore ai 18 anni, mentre a partire dai 16 anni di età i minori palestinesi sono considerati adulti dai regolamenti militari israeliani applicati nei Territori occupati, considerando altresì che per la stragrande maggioranza dei prigionieri palestinesi detenuti in carceri situate in territorio israeliano è spesso impossibile o molto difficile far valere il diritto ad essere visitati dalle loro famiglie, nonostante le richieste rivolte a Israele dal Comitato internazionale della Croce Rossa,

1.  si compiace della recente decisione adottata dal governo israeliano di liberare un numero significativo di prigionieri palestinesi e l'approva, poiché si tratta di un gesto positivo inteso a rafforzare l'Autorità palestinese e a ripristinare un clima di reciproca fiducia;

2.  valuta positivamente le recenti iniziative volte a creare un clima di fiducia adottate dal governo israeliano e da Hezbollah in materia di prigionieri; sollecita l'adozione di misure analoghe, da parte di Israele e Hamas, ai fini dell'immediata liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit;

3.  sostiene la lotta di Israele contro il terrorismo e ritiene che lo Stato di diritto debba essere pienamente rispettato nel trattamento dei prigionieri di tutte le parti, in quanto rappresenta un passo fondamentale per un paese democratico e per il ripristino di quel clima di fiducia reciproca che è necessario per realizzare progressi sostanziali nei negoziati di pace;

4.  invita le autorità israeliane a portare a giudizio tutti i detenuti e a porre fine al ricorso alla "detenzione amministrativa" - abuso procedurale che consente una reclusione prolungata e spesso illegale -, nonché ad adottare misure appropriate per la detenzione dei minori, conformemente alle norme internazionali in materia di giustizia minorile e alla Convenzione sui diritti dell'infanzia, e a prevedere un regime meno restrittivo per quanto riguarda le visite in carcere; invita le autorità israeliane a rispettare la Convenzione dell'ONU contro la tortura, a porre fine a ogni forma di vessazione e di estorsione di confessioni e a reagire in modo adeguato alle denunce concernenti il ricorso a tali pratiche;

5.   invita le autorità palestinesi a garantire che i detenuti liberati dalle carceri israeliane non partecipino ad altri atti violenti o terroristici, e in particolare a fare in modo che tali atti non vedano più il coinvolgimento di minori;

6.  osserva che l'articolo 2 dell'accordo di associazione UE-Israele continuerà a ricordare sia all'Unione europea che a Israele che il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici è la base delle loro relazioni bilaterali;

7.  plaude alla decisione adottata in occasione dell'ottava riunione del Consiglio di associazione UE-Israele di istituire una sottocommissione per i diritti dell'uomo a pieno titolo, in sostituzione dell'attuale gruppo di lavoro sui diritti dell'uomo; chiede di consultare ampiamente e coinvolgere pienamente le organizzazioni per i diritti dell'uomo e le ONG in Israele e nei Territori palestinesi occupati per quanto attiene al monitoraggio dei progressi compiuti da Israele ai fini del rispetto dei propri obblighi ai sensi del diritto internazionale;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo israeliano, alla Knesset, al Presidente dell'Autorità palestinese, al Consiglio legislativo palestinese, all'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, al Presidente dell'Assemblea parlamentare euromediterranea, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo e al Comitato internazionale della Croce Rossa.