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Relazione annuale sulla politica di concorrenza

13/06/2013

Rel. Sánchez Presedo (S&D)


E’ necessario trarre lezioni dalle vicende di questi ultimi anni,  sia per evitare  irrigidimenti ideologici sul principio di concorrenza, sia per prevenire il diffondersi di eccezioni e casi di protezionismo di ritorno.

Bene ha fatto il relatore a ricordare come, se l’industria finanziaria è stata sostenuta di fronte ai rischi di un collasso sistemico, è tempo che il settore assolva alla sua vocazione strategica, che è quella di sostenere le economie reali.

In periodo di crisi, lo stadio di incompletezza del mercato unico e il basso livello di concorrenza in molti Paesi e in  molti settori costituiscono un grave fattore di rallentamento delle economie, un incentivo alle distorsioni di mercato e in ultima analisi  un elemento di minaccia al tenore di vita delle famiglie, che si traduce in volatilità dei prezzi, aumenti ingiustificati delle tariffe al privato (dalle assicurazioni, ai trasporti alle comunicazioni), erosione dei risparmi crisi del risparmio privato.

Si può pertanto dire che una maggiore concorrenza sarebbe anche di aiuto nell’allentare la pressione sociale sui governi che, con margini ridottissimi, devono confrontarsi con l’esigenza di rivitalizzare la base produttiva e i consumi interni, senza però poter ricorrere agli strumenti di quantitative easing.

Esprimo pertanto un voto favorevole.