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Interrogazione all’Alto Commissario per la politica estera sulla situazione in Nigeria

13/01/2012

Nei giorni di Natale, i militanti del gruppo islamico Boko Haram hanno attaccato, in Nigeria, diverse chiese cristiane provocando numerose vittime.

Il leader del gruppo, Abubakar Shekau, ha rivendicato gli attentanti quale atto di vendetta per le uccisioni di cittadini musulmani, avvenute negli ultimi anni nel nord del paese, dichiarando, inoltre, il suo gruppo in guerra aperta contro i cristiani.

Si tratta di un gruppo estremista, probabilmente affiliato ad Al Queda, che sostiene di voler imporre una rigida applicazione della sharia, abolendo così la cultura “occidentale”. L’obiettivo è di istituire uno stato islamico nel più popoloso paese africano, per questo motivo i Boko Haram esortano i musulmani presenti nel Sud del paese (dove viva la stragrande maggioranza dei cristiani nigeriani) ad unirsi nella lotta con i fedeli islamici presenti nel Nord.
A tali violenze, connesse con scontri etnici, va anche aggiunta la delicata situazione politica che sta affrontando la Nigeria riguardo al “caro carburante” e ai relativi scioperi, indetti nei giorni scorsi, che hanno rischiato non solo di paralizzare il paese, ma anche di alimentare il malcontento popolare a causa della grave situazione economica. Tutto ciò, ovviamente, sta destando serie preoccupazioni nella Comunità internazionale.
Alla luce di tali avvenimenti, si chiede all’Alto Rappresentante per la Politica Estera Comune:

1. quale sia la posizione ufficiale che l’Unione Europea intende assumere di fronte a tali violenze;


2. quali azioni intenda adottare a favore della comunità cristiana e, più in generale, in difesa della libertà di culto.