Indietro

Relazione sulla crisi economica e finanziaria

06/07/2011

L’ambizioso obiettivo che ci si era prefissati con l’istituzione della Commissione Speciale sulla Crisi Economica e Finanziaria e che con il suo rinnovo ci siamo riproposti, a mio avviso non è stato del tutto raggiunto.
Questa complessa relazione non ha, infatti, assolto lo scopo fondatore della Commissione: dapprima analizzare le cause dell'attuale crisi economica e in un secondo momento proporre gli strumenti utili a rilanciare la politica economica europea.

Tuttavia, la particolare connotazione di questa crisi, che è stata dapprima finanziaria, poi economica e ora anche drammaticamente sociale, ci ha imposto una cautela chirurgica nelle proposte.
Il nostro compito, ora, è sostenere misure che da un lato evitino il ripetersi di nuove crisi economiche e dall'altro siano stimolo effettivo di crescita economica. Tutto questo nel breve periodo.

Nel testo in esame sono contemplate talune misure, che a mio giudizio potrebbero soddisfare questi compiti, ma solo se attuate nell'immediato e con le necessarie risorse. Mi riferisco ad esempio alla cosiddetta Tobin Tax, alle obbligazioni per finanziare progetti infrastrutturali, ad azioni a sostegno delle PMI. O ancora alla necessità di ampliare le reti europee di trasporto.

La macchina europea continua ad essere troppo lenta nella sua attività legislativa; molto spesso si adottano politiche già superate dagli eventi.

C’è bisogno di più Europa, soprattutto c'è bisogno di un’Europa più aderente alle reali necessità. Un’Europa timida, divisa e pervasa da iniqui nazionalismi ci rende troppo deboli nell'era della globalizzazione, mentre continua a favorire gli speculatori che in questi anni hanno trovato nel nostro continente terreno fertile per i loro interessi.