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Torino, si incrina il muro di silenzio

30/05/2013

Un comitato indipendente denuncia: a Torino una gestione dell'urbanistica riservata ai soliti noti. Bonsignore: "Finalmente incrinato il muro di silenzio"

Un comitato indipendente, cui aderiscono oltre 500 persone, in gran parte di liberi professionisti e di ricercatori di architettura, si schiera contro la politica urbanistica del Comune: opaca, supportata da un'intensa attività di disinformazione sui reali dati economici e finanziari, costruita in moda da forzare i processi, escludendo il libero confronto con i cittadini, per favorire i soliti noti.

Il Comitato "Costruiamo Torino insieme" ha presentato l'iniziativa mercoledì 29 maggio alle OgR. Secondo i promotori Davide De Rossi e Marina Massimello, l'amministrazione comunale, attraverso Urban Center, è stata regista, attore e arbitro, condizionando processi che richiedono fasi di confronto libero per indirizzare lavori e per giustificare prospettive di bilancio (le cui entrate si fondano sui diritti edificatori derivanti dalle oltre 300 varianti al PRG). Le normali procedure sono state alterate, per esempio con l'estromissione di fatto dei giochi degli uffici di progettazione del Comune, "forse perchè lì ci sono funzionari di carriera, assunti con concorso pubblico, e non staffisti il cui stipendio viene deciso a discrezione dall'assessore di turno".

L'On. Vito Bonsignore ha annunciato la disponibilità sua e del PdL a collaborare: "E' un bene che finalmente voci libere, e di orientamento diverso, rompano il muro di silenzio: noi siamo pronti a riaprire un dibattito franco e trasparente, non tanto sulle responsabilità del passato, quanto su un disegno del futuro di Torino che promuova la competizione economica, il mercato, la crescita e la libertà di impresa, per archiviare definitivamente la brutta pagine del governo dei salotti.

Castellani e Chiamparino hanno creduto di poter superare la crisi dell'industria fabbricando 300 varianti e distraendo i cittadini con festival ed effimero, riempiendo la città di debiti, di alloggi vuoti e di supermercati senza clienti, con una caduta di qualità ambientale che ormai investe anche il ristretto centro aulico, su cui pure si sono investiti (buttati?) miliardi. Cosicchè ritrovare una vocazione produttiva e strategica della città sarà ancora piu difficile".