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Tav, gli assi logistici per la crescita del Piemonte

15/04/2013

Tratto da tribunanovarese.it

A margine della presentazione del libro dell’ex sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino (“Logistica e Trasporti - Motore di sviluppo per il cambio di passo del Paese”), avvenuto a Palazzo Natta, è stato affrontato il tema della realizzazione della Tav. «In un momento di grave crisi come questo – ha detto Giachino – ci sono treni che ci possiamo più permettere di perdere: quello della Tav, che collega l’est e l’ovest dell’Europa, e quello del corridoio Genova-Rotterdam, l’asse che collega nord e sud europei. Grazie alla Tav si genereranno dai 20 ai 30 mila posti di lavoro nel settore. Sarebbe dunque un errore politico rinunciare a un’opera foriera di così ingenti ricadute in termini occupazionali e di crescita economica».

Gli ha fatto eco Vito Bonsignore, vice presidente Gruppo Ppe al Parlamento Europeo: «Se il Sempione è fermo ci sono responsabilità ben definite; Domo 2 al momento è sottoutilizzata, sfruttata per il solo 15% delle sue possibilità: la linea è insufficiente, ma ciononostante su questa direttrice si sono create opportunità, strutture che devono essere sfruttate. Se fino a Tortona il tracciato è definito, da lì si aprono i dubbi e le incognite: opzione Gottardo (che penalizzerebbe il Piemonte) o opzione Sempione? Le risposte devono arrivare in fretta, perché stiamo parlando dell’ultima occasione non solo per il Piemonte, ma anche per il nostro Paese».

Sono intervenuti anche Paolo Rovellotti, presidente della Camera di commercio («Dobbiamo far sentire la nostra voce le risorse sul nostro territorio ci sono, ma quello che non riusciamo a fare è trovare chi ascolti la nostra voce»), Maurizio Comoli, presidente del Cim («200mila unità movimentate su un’area di 66mila metri quadrati con una stima di sviluppo tripla nei prossimi dieci anni.

Occorreranno nuovi spazi, e un investimento di circa 150milioni di euro, che siamo anche in grado di auto-finanziare, ma quello che chiediamo è che le risposte in termini di programmazione e di rete giungano in forme e tempi più idonei alle dinamiche dell’economia odierna») e il presidente della Provincia, Diego Sozzani. Proprio quest’ultimo, pur concordando con Giachino, ha voluto sottolineare qual è davvero la questione che sta a cuore ai novaresi: «Va bene la Tav, ma nel frattempo  Novara dovrà  trarre benefici dal suo essere lungo il corridoio 24 Genova – Rotterdam; cosa che sarà possibile solo se questa collocazione non rimarrà semplicemente un dato geografico, ma adeguate infrastrutture, idonee a sostenere una logistica efficiente, allacceranno concretamente, fisicamente il Novarese a questo corridoio.

Perché ciò accada è necessario che sia realizzato un collegamento ferroviario moderno tra Novara e Domodossola. Questa priorità non e’ più differibile. Ritengo che questo progetto debba celermente diventare realtà, e pertanto chiedo a quanti concordano con me e rivestono responsabilità amministrative, indipendentemente dall’appartenenza politica, di impegnarsi generosamente e congiuntamente perché questa prospettiva si concretizzi in modo spedito».