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Regioni, il Pil torna indietro di 15 anni

07/12/2012

Il Pil delle regioni italiane arretra su valori degli anni '90. E' questo in sintesi il quadro che emerge da uno studio del Centro Studi Sintesi per conto de "Il Sole 24 Ore". La caduta più profonda del Pil avviene nel Mezzogiorno, con un -6,8% fra 2007 e 2011, su una media nazionale del -6,6%. In questo quadro anche il Nord è duramente colpito dagli effetti della crisi. In particolare è significativo il dato del Piemonte, che ha un arretramento del Pil, al netto dell'inflazione, rispetto al 2007 pari al 7,7%. Fanno peggio solo Veneto ed Emilia romagna (-8,5%), mentre la Lombardia contiene la perdita con un -4,7%.

"In Piemonte scontiamo anche un ulteriore handicap, particolarmente pesante nella provincia di Torino (che infatti presenta gli indici peggiori): l'assenza di una classe dirigente responsabile, capace di limitare i danni della crisi anticipando alcune azioni politiche fondamentali alla difesa delle imprese e delle famiglie", commenta l'On. Vito Bonsignore, vice presidente del Gruppo Ppe al Parlamento europeo.  "Si è preferito continuare ad alimentare scenari irrealistici fondati prima sulle Olimpiadi, poi su Torino 150, poi su feste, fiere del cioccolato e festival di nicchia, utili solo a pagare qualche stipendio e fornire passerelle d'occasione agli assessori di turno. Mi chiedo, ad esempio, se la situazione oggi non potrebbe essere migliore se avessimo impegnato le fondazioni bancarie a capitalizzare le banche e quindi a impegnare al sostegno al credito d'impresa, invece di coartarle come bancomat degli Enti Locali spendaccioni, attraverso un sistema di porte girevoli che ricicla proprio i politici che hanno più gravemente sbagliato, come l'ex Sindaco Chiamparino, oggi al timone della Compagnia di San Paolo".