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Le occasioni perse di Torino

15/09/2009

image id=62Su La Stampa Luigi La Spina sprona la classe dirigente, ma ancor più la società civile a elaborare un progetto per il futuro della nostra città. Riferendosi alle Giunte di Regione e Comune, ormai a fine mandato, sostiene che “sarebbe ingenuo pensare che da loro possano arrivare energiche spinte di propulsione”. È vero, ne siamo profondamente convinti, ma non tanto perché siano ormai in scadenza, quanto per l’incapacità della sinistra di attuare “la politica del fare”.
Siamo altresì convinti che da molti, troppi anni né le istituzioni né i tradizionali punti di riferimento quali Camera di Commercio, Fondazioni bancarie e una parte delle associazioni culturali abbiano elaborato idee nuove. La crisi economica poi sta aggravando lo scenario di apatia in cui versa la nostra Regione. E' ancor più avvilente rilevare che non si intravedono nuove iniziative industriali, gli investimenti stagnano e le ricadute economiche latitano.
Pensiamo, tuttavia, che “l’afasia” di cui parla La Spina nasca dalle innumerevoli occasioni di sviluppo tristemente mancate negli ultimi 16 anni: l’inadeguato potenziamento del Politecnico, il mancato decollo del progetto della Città della Salute. Insomma, il fallimento del cosiddetto “Modello Torino”, che doveva rilanciare la città. Invece ci ritroviamo con un debito pro capite spaventoso e risorse sprecate in attività pseudo culturali che hanno accontentato i capricci di pochi e lasciato in rosso le casse pubbliche.
Il tempo degli sprechi è finito. Siamo pronti ad avviare un nuovo programma di sviluppo, in grado di creare nuovi posti di lavoro, basato sull’economia manifatturiera e sul sostegno ai punti di vera eccellenza, sul risparmio nella gestione e su servizi efficienti per i cittadini, con il coinvolgimento del mondo imprenditoriale, artigiano, culturale e delle fondazioni bancarie, per costruire una vera solidarietà economica Torino-Milano-Genova. Attuando un confronto/concorrenza con Lione, Nizza e Ginevra, la nostra Regione si proietterà verso quel Mediterraneo che si appresta a riscoprire l’antico ruolo di Res communis omnium.
I “100 circoli”, struttura territoriale di elaborazione programmatica del Popolo della Libertà, nascono con questo obiettivo, per offrire sostegno all’azione del nostro coordinatore Enzo Ghigo. Sarà una nuova realtà, animata da persone dinamiche e di buona volontà, capaci di mettere in campo esperienza e creatività e pronti al confronto per un nuovo ruolo di Torino e del Piemonte.


MARIA TERESA ARMOSINO
VITO BONSIGNORE
BARTOLOMEO GIACHINO
OSVALDO NAPOLI
GILBERTO PICHETTO FRATIN
ROBERTO ROSSO
FRANCO STRADELLA


[Pubblicato su "La Stampa" del 15 settembre 2009]