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Il PE a favore della parità di genere

10/03/2015

image id=730Il Parlamento Europeo ha approvato con 441 si (205 no e 52 astenuti) la relazione sulla parità uomo-donna curata da Marc Tarabella. L’obiettivo del documento è di migliorare l’equilibrio vita/lavoro, ma il testo comprende anche una parte più controversa, ovvero la necessità di garantire i diritti delle donne anche attraverso un 'accesso agevole' alla contraccezione e all'aborto. Anche questa parte è stata approvata con l’aggiunta di un emendamento del Gruppo PPE con cui si sottolinea che la legislazione sulla riproduzione è di competenza nazionale.
Nella risoluzione non legislativa, l’Aula di Strasburgo chiede che siano migliorate le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini. Nonostante i progressi ottenuti per colmare la disuguaglianza di genere, molto resta ancora da fare per ridurre il divario retributivo, applicare le pari opportunità alle carriere professionali, rimediare alla mancanza di indipendenza economica delle donne.
"Il cambiamento è troppo lento e i diritti delle donne ne soffrono. Tuttavia, la maggioranza dei voti dimostra che il Parlamento europeo si batte per la parità salariale, la violenza sulle donne, il congedo di maternità e il diritto all'aborto", ha dichiarato il relatore Marc Tarabella (S&D, BE) a seguito della votazione.

La risoluzione valuta la situazione nel 2013 e mette in evidenza le seguenti sfide per il futuro:
•    il divario nei salari e nelle pensioni, la posizione delle donne nel processo decisionale politico ed economico e l'impatto della crisi economica sulle donne (povertà);
•    il miglioramento dell'equilibrio lavoro/vita, dei sistemi di assistenza all'infanzia, del congedo di maternità e di paternità;
•    il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, compresi la contraccezione e l'aborto
•    la lotta contro la violenza sulle donne.

I deputati esortano gli Stati membri dell'UE a:
    applicare la direttiva relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento e di pari opportunità di uomini e donne in materia di occupazione e impiego;
    sbloccare i progetti di legge sulle quote femminili nei consigli di amministrazione e promuovere le politiche educative che incoraggiano le donne a scegliere carriere nel campo della scienza e nella tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni (TIC);
    affrontare le problematiche delle donne che lavorano a tempo parziale, del lavoro sotto-retribuito e precario e garantire che siano assicurate cure di qualità ai bambini e alle persone non autosufficienti.
Per contribuire a migliorare l'equilibrio lavoro/vita, i deputati chiedono alla Commissione europea di offrire agli Stati membri più sostegno finanziario per i sistemi di custodia dei bambini a prezzi accessibili. Rilevano inoltre che la stessa Commissione riferisce che i costi per l'infanzia sono la ragione principale citata dalle madri per non tornare al lavoro o per scegliere un lavoro a tempo parziale.
"Le donne e gli uomini non sono e mai saranno identici, ma è nell'interesse di tutti che godano degli stessi diritti", ha concluso Tarabella.