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Alfano: prima di tutto lavoro e famiglia

09/01/2014

Intervista su Avvenire

Non c`è Alfano contro Renzi, e non voglio trasformare un confronto tutto politico in qualcosa di personale. Ma io sono “lavoro e famiglia”. Sono queste le mie, anzi le nostre, priorità. Noi difendiamo principi e valori. E non possiamo restare in silenzio se il segretario del Pd prova a dire che si parte invece da unioni civili e immigrazione».

Angelino Alfano prende fiato e, sottovoce, costruisce, parola dopo parola, la sfida a Renzi:
«Voglio un confronto vero, schietto, serio. Ma soprattutto lo voglio senza ambiguità e davanti al Paese. Gli italiani dovranno ascoltare, capire e giudicare. Perché ora l`obiettivo è trovare un`intesa per un anno di riforme capaci di strappare definitivamente il Paese alla crisi».

Il vicepremier non va avanti. Non mette in fila i mille dubbi che prendono forma dietro una nuova giornata complicata, in cui torna a prendere forma il fantasma di un election day con politiche ed europee a maggio. Alfano evita polemiche, anche perché sa che un`intesa politico programmatica non è a portata di mano, e riconosce con realismo tutte le difficoltà che si agitano dietro la grande partita politica del nuovo anno.
«Il campo è minato, ma noi da sempre lavoriamo per l`accordo. Se c`è buona fede, ce la facciamo. Noi siamo decisi a fare la nostra parte. A mettere il Paese davanti a tutto e a lavorare per il Patto 2014».

Fassina intanto lascia dopo essere stato irriso da Renzi: un`altra tegola sul governo
Fassina è un viceministro del Pd che lascia un governo guidato da un premier Pd dopo uno scontro con il segretario del Pd. Devo commentare?

Renzi l`accusa di voler usare l`argomento unioni civili per fermare un`intesa sulla legge elettorale.
Sono parole. Siamo noi i più decisi a voler fare in fretta. E dimostreremo con i fatti di essere assolutamente riformatori. Renzi dice che il suo obiettivo è chiudere in una settimana? Beh, noi siamo pronti a fare ogni sforzo per centrare l`obiettivo in tempi strettissimi partendo però da due punti fermi: il bipolarismo va difeso e al cittadino va restituita la capacità di scegliere. Ma a Renzi vanno dette parole chiare: troppi argomenti polemici sommati tra di loro rischiano di diventare un gigantesco pretesto per far saltare “tutto.